Il BIM, difficoltà per lo sviluppo in Italia

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Ormai si parla costantemente di Building Information Modeling, varie software house hanno proposto i loro prodotti per affrontare al meglio questo cambiamento radicale. Nel mondo il BIM ha preso notevolmente piede e sta conquistando notevoli fette di mercato a discapito dei semplici CAD. Intanto c’è da chiarire una cosa molto importante, per il momento non c’è una “guerra” tra CAD e BIM ma il secondo è lo sviluppo dell’altro, e dovranno per forza coesistere almeno nei prossimi anni.  Nel mondo anglosassone e in tutti le nazioni ove il mercato delle costruzioni è in crescita si sta passando al sistema BIM.  Senza dilungarci su quali sono le possibilità di questo nuovo approccio metodologico, che potete trovare un po’ dappertutto in rete, cerchiamo di capire la resistenza nello sviluppo di tale sistema nel panorama italiano. Volendo schematizzare per punti le criticità abbiamo:

  1. Il mercato delle costruzioni è in profonda crisi, sono sempre meno i nuovi progetti e le opere che fanno sembrare necessario integrare il BIM nel nostro studio o nella nostra società, anche in relazione ai costi che queste piattaforme richiedono.
  2. La mancanza di un mercato delle “grandi e medie opere” non facilità l’aggregazione di professionisti e tecnici. Infatti si, il BIM offre il suo lato migliore nella condivisione del lavoro. La possibilità di lavorare contemporaneamente sullo stesso modello occupandosi di aspetti diversi e con software diversi, è senza dubbio una delle innovazioni più importanti di questo sistema.
  3. La completa assenza ( o comunque minimale)  di una “domanda” di committenti tipo società di costruzioni, che oltre ai classici elaborati richiedono il modello in BIM, magari per la gestione dell’immobile o per essere più autonomi nella fase di realizzazione dell’opera e delle eventuali varianti.
  4. Il codice degli appalti non richiama mai il BIM e non lo vincola a nessun progetto pubblico, naturalmente gli effetti li vediamo tutti i giorni, prezzi che lievitano, progettazione con errori che vengono fuori nella fase di esecuzione con l’inevitabile aumento dei tempi e dei costi.
  5. La sottostimata importanza del project management nelle costruzioni. La programmazione delle fasi e delle attività con l’attribuzione dei costi è l’unico modo per arginare le incertezze nella progettazione/realizzazione di un’opera. E’ importante sapere di “quanto si sbaglia” per mettere in campo eventualmente interventi correttivi prima del verificarsi del probabile evento.

E’ chiaro che se non abbiamo occasioni di sviluppo della professione in termini di progettazione e realizzazione dell’opera nei vari livelli e nei vari ruoli, l’innovazione in tal senso non trova terreno fertile. L’immobilismo però non ci porta da nessuna parte e soprattutto non ci fa essere pronti nel caso di occasioni lavorative che richiedo questo tipo di tecniche, perché è ovvio che la richiesta di applicare la Building Information Modeling in genere avviene solo per lavori di “qualità” con committenti di “qualità”, cose abbastanza rare nelle professioni tecniche negli ultimi anni.

L’altra faccia della medaglia, per fortuna, è positiva. Ci sono molti tecnici che si stanno formando o continuano una formazione iniziata già nei corsi universitari sul BIM. Molti di questi stanno inserendo pian piano piano piano piano…..(per i motivi sopraccitati)  il sistema nel proprio studio, mentre altri lavorano in team di progettazione per importanti commesse, spesso estere, ove il BIM è ormai lo standard, quindi riescono ad approfondire questo strumento che ad oggi è solo agli albori della sua potenza.

 

2 Commenti

  1. Williams

    Buonasera,
    si condivide la divulgazione sulla crisi che investe il BIM, nonostante il C.d.A. ne incoraggi l’impiego. Il punto 4 della divulgazione, forse, andrebbe rivisto. Non c’è vincolo, ma c’è richiamo!
    I prezzi che “lievitano” sono in massima parte dovuti ad incompetenza e disonestà; non certo un BIM system potrà salvarci da queste piaghe: se c’è incompetenza a prescindere da tutto, il BIM la esalterà! se ci sarà competenza, allora il BIM ben venga!!
    Abbiamo più PM che altro. Si dà troppa importanza e potere a costoro, andrebbero ridimensionati e messi a fare pratica al mercato del pesce, almeno farebbero un pò di sana pratica.
    I corsi universitari BIM sono in massima parte poco più che un gioco. Senza severe basi di disegno e rappresentazione 3D dello spazio, il BIM è un cannone messo in mano a un povero sprovveduto, che non potrà altro che fare danni!
    La leggerò con attenzione in futuro.
    Buon lavoro.
    LKGB

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    1. gluca (Autore Post)

      Salve Williams, concordo con quello che dici, ma nel punto 4 (scritto prima del nuovo Codice) c’è la volontà di denunciare l’importanza di come va intrapreso in percorso vincolante che potrebbe portare benefici nella gestione degli appalti pubblici. Per il resto sono d’accordo con te, soprattutto che molti nostri PM non sanno fare materialmente una proiezione ortogonale o non hanno mai “vissuto” un cantiere. Senza queste informazioni di base come si può gestire, prevedere i rischi o pianificare qualcosa che non si conosce? Le nozioni di Project Management devono essere la conclusione di un percorso professionale e di studi che qualifica la persona come “esperto” nel campo che andrà a gestire. Cercando di formare direttamente tale figura c’è il rischio di trovarci ragazzi che non sanno fare le proiezioni ortogonali, non conoscono il cantiere ma sanno creare una Work Breakdown Structure (WBS), magari la realizzano senza conoscere bene le attività che la compongono con tutte le problematiche che ne derivano.
      Riguardo al cannone messo in mano ad uno sprovveduto c’è da sottolineare una cosa. La progettazione e la realizzazione dell’opera è indipendente dal mezzo puro e crudo con il quale la si rappresenta, è un percorso molto più complesso, mentre l’uso del BIM è anche solo di supporto alla gestione di alcuni soggetti di un processo costruttivo e gestionale (fornitori, RUP, Consulenti in genere) che devono avere accesso solo ad alcune informazioni. Non è previsto di formare tutti BIM Manager, ma come un Direttore di Cantiere (di livello) dovrebbe sapere aprire un file DWG ed estrapolare delle informazioni che servono al momento, un fornitore, per esempio, dovrebbe aprire un file BIM e verificare le quantità di materiale per il quale deve fare l’offerta. Con lo stesso principio di estrapolazione dei dati, un RUP può verificare in maniera più efficace un quadro economico, mentre la condivisione dei dati tra più soggetti e il naturale controllo incrociato, sicuramente ridurrà le occasioni di errori (voluti e non voluti).
      Ciao

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